forty-one-shades-of-portrait-fabio-rinaldiForty-one shades of portrait, presso gli spazi espositivi del Museo d’Arte Moderna di Muggia UGO CARA’, sito in via Roma n. 9.

La mostra è organizzata da PHOTO-IMAGO, Centro per l’Archiviazione e la Divulgazione dell’Immagine Fotografica, e si inserisce nel programma PRACC (Progetto Arte Contemporanea Museo Carà) che l’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia ha varato già nel 2007 assieme alle associazioni culturali PHOTO-IMAGO, Gruppo 78 e Juliet.

PHOTO-IMAGO è particolarmente orgogliosa di presentare a Muggia i lavori fotografici di questo Autore che dà il meglio di sè nel ritratto. Di lui abbiamo già avuto modo di apprezzare i lavori  sui vignaioli del Carso  e del Collio, immagini colte nell’ambiente di lavoro di questi personaggi.

La mostra Forty-one shades of portrait, ovvero quarantun sfumature di ritratto, che sottolinea le sottili differenze, anche psicologiche, esistenti tra i personaggi raffigurati, è  curata da Adriano Perini ed è accompagnata dalle note critiche di Cristina Bonadei; tra gli scatti presentati si evidenzia una sezione costituita da tre gruppi di immagini: il primo denominato L’altra faccia del vero nel quale l’Autore ritrae visi modellati nella creta e maschere etniche, il secondo Fugit inexorabile tempus  vede il divenire dell’Autore attraverso il tempo in un autoritratto-trittico ed infine il terzo, Sembianze, ove Fabio RINALDI interpreta le somiglianze ed affinità dei soggetti con esemplari del mondo animale.

Estremamente intrigante ed originale l’esperimento di individuare nell’aspetto fisico, ma forse anche psicologico di taluni, delle assonanze fisiognomiche con altri esseri, operazione molto impegnativa e delicata sia sul piano del riconoscimento delle affinità che su quello tecnico. L’accostamento nel montaggio risulta quasi impercettibile, al punto che la fusione tra le due immagini, la persona e l’animale,  appare quasi naturale.

Fabio RINALDI si rivela con questa mostra un grande ritrattista e le sue immagini di Magris, Massini, Rumiz  ed altri meno noti, si fisseranno nella nostra memoria come delle vere e proprie icone.

In questa rassegna muggesana l’Autore penetra maggiormente nella psicologia dei suoi personaggi accorciando la distanza che lo separa dallo sguardo di coloro che si aprono al suo obbiettivo.

La mostra, che si avvale dell’adesione della Casa dell’Arte di Trieste, sarà visitabile  sino al 15 novembre  con il seguente orario: da martedì a venerdì dalle  17.00 alle 19.00, sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00, domenica e festivi dalle 10.00 alle 12.00.

Ingresso libero.