Un oceano infinito di anime

Racconto fotografico tra India e Sud-Est Asiatico

(stampe delle fotografie con tecnica fine art giclée a cura di ArtOk)

Willy Sanson‎ Un Oceano Infinito di Anime

INGRESSO GRATUITO
14 settembre 2019 – 3 novembre 2019, ogni sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00
Palazzo Bonaguro, Via Angarano 77, Bassano del Grappa 0424 227580
PER INFORMAZIONI
info@prolocobassano.it – info@bassanofotografia.it

Culture diverse, tutte estremamente singolari ed interessanti nel proprio essere, eterogenee ma anche, a tratti, similari.

I suoi primi approcci con la fotografia sono stati gli stessi che accomunano ogni viaggiatore: catturare e “tenere in memoria” paesaggi e persone.

Si è fatta presto forte una certa predisposizione e curiosità verso le persone e i loro volti. Riuscire a coglierne l’essenza nella quotidianità, osservandone il comportamento, ascoltandone l’idioma, condividendo piccoli gesti, creando così una connessione sottile fra fotografo e soggetto, è stato il suo intento.

I suoi viaggi non percorrono le classiche rotte turistiche ed è la ricerca del poco noto che gli ha permesso di entrare in contatto con persone e luoghi meravigliosi. Il viaggio per Sanson è vissuto come una crescita personale e spirituale, un mezzo per comprendere meglio se stessi e superare i propri limiti: “Le mie foto, le persone e i luoghi sono il mezzo più bello che ho per crearmi il più favoloso e affascinante viaggio che esista… che è quello interiore”.

L’India è stata significativa per Sanson in quanto, oltre a regalargli scenari unici ed emozioni inaspettate, l’ha messo a dura prova, sia a livello di sopravvivenza sia a livello di stabilità emotiva. L’etica resta comunque il punto di partenza che un fotografo deve rispettare. Tramite le sue fotografie, Sanson cerca di mettere in atto, nel modo migliore e più congruo alla situazione, valori di umanità e di rispetto verso l’individuo.

Il sorriso di un bambino o le sue lacrime sono tratti distintivi dell’emozione che sta provando; le rughe degli anziani, rifugio di anni di sofferenza ma anche di saggezza; gli occhi che diventano specchi dentro cui rivedersi.
Tutto ciò è amplificato dall’ambiente che li circonda e che funge da cornice dell’anima, o meglio di un “Oceano infinito di anime”.