Hai un dipinto, un disegno, un’opera su carta o su tela. Non hai un file. Vuoi una riproduzione che sia all’altezza dell’originale: fedele nei colori, precisa nel dettaglio, pronta per la stampa fine art o per l’archiviazione.
La digitalizzazione di un’opera d’arte non è una fotografia qualsiasi. È un processo calibrato, che inizia con la luce e finisce con un file verificato, pronto per produrre stampe che reggono il confronto con l’originale.
A chi serve
Il servizio si rivolge a chi ha opere fisiche e vuole trasformarle in file di qualità professionale:
Pittori e artisti che vogliono riprodurre le proprie opere su carta fine art, in tiratura limitata o per uso personale, senza perdere nulla della qualità cromatica originale.
Illustratori e disegnatori con lavori su carta, china, acquerello o tecnica mista che non esistono in formato digitale o di cui non esiste un file ad alta risoluzione.
Galleristi e collezionisti che necessitano di riproduzioni fedeli per cataloghi, archiviazione, documentazione o vendita di edizioni limitate.
Eredi e istituzioni che vogliono conservare e valorizzare opere storiche con uno standard adeguato all’archiviazione museale.
Come funziona
Lo scatto viene eseguito in studio, con illuminazione controllata e uniforme sull’intera superficie dell’opera. Il file grezzo viene poi calibrato, verificato e ottimizzato prima di essere consegnato o avviato alla stampa.
Ogni opera viene trattata individualmente: formato, tecnica pittorica, superficie e caratteristiche cromatiche determinano le scelte di illuminazione e di post-produzione. Un dipinto ad olio con superficie lucida si gestisce diversamente da un acquerello su carta o da un disegno a china su cartoncino.
Il file finale è in formato TIFF a 16 bit, risoluzione adeguata al formato di stampa richiesto, spazio colore AdobeRGB 1998.
Se scatti tu l’opera: usa una scala colore di riferimento
Quando porti il lavoro in laboratorio, il confronto tra digitalizzazione e originale avviene dal vivo: vediamo entrambi e lavoriamo di conseguenza.
Se invece preferisci scattare tu l’opera e inviarci il file, c’è un accorgimento che fa una differenza sostanziale: includere nello scatto una scala colore di riferimento, come il ColorChecker (nato come Macbeth ColorChecker, passato per GretagMacbeth e X-Rite, oggi prodotto da Calibrite).
La scala va fotografata nella stessa luce dell’opera, nel medesimo scatto. Questo permette di:
- correggere il bilanciamento del bianco con precisione, non a occhio
- compensare le dominanti della luce presenti in quella sessione
- creare un profilo colore specifico per quella fotocamera, quell’obiettivo e quella illuminazione
- ottenere colori molto più vicini all’originale reale
È lo stesso standard usato in archiviazione museale, cataloghi d’arte e restauro. Se ci invii il file con la scala colore inclusa, possiamo lavorare il file con una base di riferimento oggettiva invece di stimare.
Dalla digitalizzazione alla stampa fine art
La digitalizzazione è il primo passo. Il secondo è la stampa.
Una volta ottenuto il file calibrato, la riproduzione su carta fine art 100% cotone con inchiostri a pigmenti offre una qualità espositiva propria. Non è una fotografia del quadro: è un’opera stampata su carta museale, con una longevità stimata di 80-150 anni in condizioni di conservazione corrette.
Per i dipinti a colori utilizziamo la stampa a pigmenti di colore su Epson a 2880 dpi. Per i disegni a china e le opere in bianco e nero, la stampa Piezography con pigmenti di carbone restituisce profondità tonale e nitidezza che la stampa fotografica standard non raggiunge.
→ Stampa fine art per pittori, artisti ed illustratori
→ Approfondisci la stampa a pigmenti di colore
→ Approfondisci la stampa a pigmenti di carbone
Hai un’opera da digitalizzare?
Scrivici con una foto dell’opera, anche scattata con il telefono, e il formato approssimativo. Ti risponderemo con una valutazione e un preventivo.
