La stampa giclée è una tecnica di stampa inkjet ad alta risoluzione che deposita inchiostri a pigmenti su supporti certificati attraverso testine piezoelettriche di precisione. È lo standard produttivo di riferimento per gallerie, collezionisti, fotografi professionisti e artisti che vogliono stampe con permanenza fino a 80-100 anni e fedeltà cromatica museale.

Il termine viene dal francese: “gicleur” è la testina, “gicler” significa spruzzare. Non è un marchio registrato né un brevetto. È il nome con cui il mercato dell’arte ha adottato questa tecnologia come proprio standard di qualità.

Come funziona la stampa giclée

Una stampante giclée professionale lavora a 2800 dpi con testine piezoelettriche che depositano gocce d’inchiostro microscopiche sul supporto, senza contatto fisico e senza alcun processo chimico.

La differenza rispetto a una stampante consumer sta in tre punti precisi.

Il primo è la risoluzione. A 2800 dpi le transizioni tonali sono morbide e i dettagli nelle zone di ombra e alta luce restano leggibili anche su grandi formati.

Il secondo sono gli inchiostri. Una stampante giclée professionale usa inchiostri a pigmenti, non a colorante. I pigmenti sono particelle solide chimicamente stabili, resistenti alla luce e all’umidità. Gli inchiostri a colorante usati nelle stampanti consumer sono soluzioni liquide che sbiadiscono in pochi anni.

Il terzo è la gestione del colore. La stampa giclée professionale lavora con profili ICC specifici per ogni combinazione stampante-inchiostro-supporto. Questo garantisce che il colore del file e il colore della stampa siano percettivamente identici su un monitor calibrato.

Da dove viene la giclée: la storia in breve

La stampa giclée nasce alla fine degli anni Ottanta. L’azienda americana Iris presenta le prime stampanti inkjet ad alta pressione per prove colore tipografiche. Le stampanti Iris lavorano in continuo con cristalli piezoelettrici a 1 MHz e producono stampe di qualità visiva superiore rispetto a qualsiasi altra tecnologia inkjet dell’epoca.

Un musicista americano appassionato di fotografia inizia a sperimentare queste macchine per stampare le proprie fotografie. I risultati sono promettenti ma il limite è evidente: le stampanti Iris usano inchiostri a colorante, sensibili alla luce e all’umidità. Le stampe non durano.

Il salto di qualità arriva con l’introduzione degli inchiostri a pigmenti. La permanenza delle stampe passa da pochi anni a decenni. Il mercato dell’arte adotta la tecnologia e la chiama giclée per distinguerla dalla stampa inkjet commerciale.

Oggi le stampanti giclée professionali di Canon, Epson e HP sono lo strumento standard nei laboratori fine art di tutto il mondo.

Stampa giclée e stampa fotografica normale: le differenze che contano

La differenza non è solo tecnica. È una differenza di permanenza, di controllo e di risultato visivo.

Stampa giclée fine artStampa fotografica normale
InchiostriPigmenti a pigmentiColoranti o pigmenti consumer
Permanenza80-100 anni (cotone)3-5 anni in condizioni normali
SupportiCotone, baritata, canvas, carte specialiCarta fotografica lucida o opaca
Gestione coloreProfilo ICC dedicato per ogni supportoAutomatica, non controllata
Risoluzione2880 dpi1440 dpi o meno
Processo chimicoNessunoSì (stampa Lambda e C-print)

I dati di permanenza dichiarati dai principali produttori di carte e inchiostri fine art (Hahnemühle, Canson Infinity, Epson) si basano su test di invecchiamento accelerato condotti da laboratori indipendenti specializzati.

Perché gli artisti scelgono la stampa giclée

La permanenza è il motivo principale, ma non è l’unico.

La giclée permette la stampa su un range di supporti che nessun’altra tecnologia può eguagliare: carta 100% cotone, carta baritata, canvas, carte giapponesi, materiali sintetici. Ogni supporto cambia il carattere visivo dell’opera. La stessa fotografia su carta opaca e su carta baritata produce due esperienze completamente diverse.

La giclée garantisce la ripetibilità nel tempo. Una stampa realizzata oggi può essere replicata identica tra due anni o cinque, con lo stesso profilo ICC, la stessa carta, lo stesso lotto di inchiostri. Per le edizioni limitate numerate, questa è una garanzia tecnica concreta.

Per il bianco e nero, la giclée con pigmenti di carbone puri non ha rivali. Un nero ultra e sei toni di grigio dedicati, senza inchiostri colorati nel processo, producono una neutralità dei grigi e una profondità del nero che la stampa fotografica convenzionale non può replicare.

Come lavora ArtOk con la stampa giclée

ArtOk stampa in giclée fine art dal 2007 con stampanti Epson a 2880 dpi. Siamo uno dei pochissimi laboratori in Italia a stampare grande formato in bianco e nero con pigmenti di carbone puri.

Ogni file che riceviamo viene controllato prima della stampa: risoluzione, spazio colore, criticità cromatiche, difetti visibili. Se c’è qualcosa che può compromettere il risultato lo segnaliamo prima che la carta venga toccata. È una parte del servizio che chi lavora con noi cita spesso, perché non è scontata.

Usiamo supporti in 100% cotone, carta baritata, canvas e carte speciali, tutti certificati secondo gli standard internazionali per la permanenza. Per chi non ha mai stampato con noi, la prova stampa è il punto di partenza più semplice.

Lo confermano 119 recensioni Google a 5 stelle a agosto 2026, una per una.

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