Dal 16 settembre 2026, l’Estorick Collection di Londra ospiterà un’ampia mostra dedicata al lavoro pionieristico di Wanda Wulz (1903-1984) e Marion Wulz (1905-1993), tra le figure più rilevanti della fotografia d’avanguardia italiana del Novecento.
Le stampe storiche esposte, provenienti dagli Archivi Alinari-Archivio Studio Wulz, sono state riprodotte da ArtOk in stampa fine art giclée su carta Hahnemühle Photo Rag Baryta 315 g/m², montate su dibond con distanziali in legno ramino, con particolare attenzione alla resa tonale delle stampe originali alla gelatina ai sali d’argento.
Realizzata in collaborazione con la Fondazione Alinari per la Fotografia e con il sostegno della Calliope Arts Foundation, la mostra racconta anche la storia più ampia della famiglia Wulz, la cui attività fotografica ha attraversato diverse generazioni. Nel 1928 Wanda e Marion ereditano lo studio fondato dal nonno Giuseppe Wulz e proseguito dal padre Carlo.
Cresciute a stretto contatto con la fotografia fin da giovanissime, le sorelle trasformano lo studio in un centro vivace di produzione artistica e commerciale nella loro città natale, Trieste. Lavorano con una clientela eterogenea, tra cui artisti, attori, ballerini, atleti e la stilista Anita Pittoni, affermandosi come figure di primo piano nella vita culturale cittadina. In mostra anche una serie di scatti significativi realizzati durante la Seconda Guerra Mondiale, che documentano un momento cruciale per la storia di Trieste.

Al di là del successo commerciale, per entrambe le sorelle la fotografia rappresenta un mezzo per affermare un’identità di donne moderne ed emancipate. Il loro lavoro si inserisce nel più ampio dibattito sulla moda, la performance e l’autorappresentazione femminile nel periodo tra le due guerre.
Un momento decisivo arriva nel 1932 con la Mostra Nazionale di Fotografia Futurista a Trieste, dove Wanda Wulz, in seguito all’incontro con Filippo Tommaso Marinetti, presenta una serie di opere fortemente sperimentali. L’uso della sovrapposizione, reso celebre dall’iconico autoritratto Io + Gatto, segna un confronto diretto e audace con l’estetica futurista. Accanto alla produzione più ampia dello studio, questi lavori mostrano la dinamica interazione tra sperimentazione e pratica professionale che ha contraddistinto le carriere delle due sorelle.
Curata da Federica Muzzarelli, la mostra riunisce ritratti di studio, commissioni commerciali ed esperimenti d’avanguardia, rivelando il ruolo centrale delle sorelle Wulz nel plasmare la cultura fotografica moderna in Italia.
