17 fotografi dall’Indipendenza ai giorni nostri
Dal novembre 2023 al febbraio 2024 il Magazzino delle Idee di Trieste ospita India oggi. 17 fotografi dall’Indipendenza ai giorni nostri, una grande mostra curata da Filippo Maggia e prodotta e organizzata da ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia.
Si tratta del primo progetto espositivo in Europa capace di riunire in un’unica narrazione settant’anni di fotografia indiana, attraverso oltre 500 opere tra fotografie, video e installazioni.

Un racconto visivo lungo settant’anni
La mostra costruisce un ampio percorso storico e sociale che prende avvio dagli anni di Mahatma Gandhi e dal periodo immediatamente successivo all’indipendenza dall’Impero britannico nel 1947, arrivando fino all’India contemporanea.
Attraverso testimonianze dirette, indagini visive ed esperienze personali, India oggi restituisce l’immagine di un Paese in profonda trasformazione: dal passato postcoloniale all’ascesa tra le principali potenze economiche globali, in un equilibrio complesso tra sviluppo, contraddizioni e disuguaglianze sociali.
Tradizione, cambiamento e contraddizioni del presente
Come sottolinea Filippo Maggia, la rapida crescita economica e industriale avviata dalla fine del Novecento ha generato conseguenze rilevanti sul piano sociale, culturale e ambientale. Questioni legate all’identità, al genere, alla religione e all’ecologia si intrecciano con fenomeni come lo spopolamento delle aree rurali e il sovraffollamento delle grandi metropoli, da Mumbai a Nuova Delhi, fino a Calcutta.
È proprio su questi temi che si concentra oggi la fotografia indiana, ormai lontana da una rappresentazione esotica e stereotipata del Paese.
I diciassette fotografi in mostra
Il percorso espositivo si sviluppa secondo un ordine cronologico per decenni, dalla metà del Novecento al nuovo millennio, per poi aprirsi alle ricerche più recenti. Ogni autore è introdotto da uno statement che ne racconta la poetica, l’evoluzione e il contesto di riferimento.
In mostra dialogano autori storici e nuove voci della fotografia indiana, capaci di offrire uno sguardo profondo e consapevole sul presente e sul futuro del subcontinente.
Dalle origini dell’India indipendente alle grandi metropoli
Le prime sezioni presentano i lavori di Kanu Gandhi, testimone diretto degli anni della disobbedienza civile guidata dal Mahatma, e di Bhupendra Karia, che esplora l’India rurale del dopoguerra con un approccio antropologico e documentaristico.
Negli anni Settanta e Ottanta emergono le narrazioni urbane di Pablo Bartholomew e Ketaki Sheth, che raccontano la vita quotidiana e la metamorfosi delle grandi città, mentre Raghu Rai, maestro riconosciuto della fotografia indiana, attraversa quattro decenni di storia combinando rigore documentaristico e attenzione formale.
Identità, diritti e memorie collettive
Con l’ingresso nel nuovo millennio, la fotografia indiana amplia il proprio campo d’indagine affrontando temi urgenti come i diritti civili, le minoranze e le eredità postcoloniali.
I lavori di Sunil Gupta, Anita Khemka, Serena Chopra e Dileep Prakash assumono la forma di diari visivi e archivi personali, capaci di trasformare storie individuali in riflessioni universali su identità, appartenenza e memoria. Particolare rilievo assumono le ricerche dedicate alla comunità Hijra, agli esuli tibetani e alle comunità anglo-indiane.
Infanzia, mondo rurale e crisi ambientale
Le opere di Vicky Roy pongono l’attenzione sulla condizione dei bambini di strada, restituendo immagini di fragilità ma anche di speranza. Amit Madheshiya racconta invece l’India dei villaggi, lontana dai grandi centri urbani, mentre i lavori di Senthil Kumaran Rajendran, Vinit Gupta, Ishan Tanka e Soumya Sankar Bose affrontano temi legati all’ambiente, ai conflitti territoriali, alle popolazioni indigene e alle ferite ancora aperte della storia recente.
Protesta civile e futuro democratico
Chiude idealmente il percorso il lavoro di Uzma Mohsin, che analizza i meccanismi della protesta civile e le conseguenze del dissenso nell’India di oggi, sollevando interrogativi cruciali sullo stato della democrazia e sulle prospettive future del Paese.
Come ricorda Filippo Maggia, accanto a un’India proiettata verso il domani ne esiste un’altra che subisce i costi del progresso. Il futuro resta aperto, sospeso tra crescita e fragilità: Hum Dekhenge. Vedremo.
Artisti in mostra e contenuti multimediali
Completano l’esposizione 15 interviste audio-video realizzate in India con gli artisti, che arricchiscono il percorso offrendo uno sguardo diretto sulle loro ricerche.
Gli artisti in mostra sono: Kanu Gandhi, Bhupendra Karia, Pablo Bartholomew, Ketaki Sheth, Sheba Chhachhi, Raghu Rai, Sunil Gupta, Anita Khemka, Serena Chopra, Dileep Prakash, Vicky Roy, Amit Madheshiya, Senthil Kumaran Rajendran, Vinit Gupta, Ishan Tanka, Soumya Sankar Bose, Uzma Mohsin.
Orari
da martedì a domenica 10.00-19.00; lunedì chiuso
Aperture straordinarie
8 e 26 dicembre 2023, 1 e 6 gennaio 2024; 1 aprile 2024; 24 e 31 dicembre 2023 chiude alle ore 14.00
